Città


Il cuore pulsante di Acireale: piazza Duomo


Il centro storico di Acireale è un osservatorio privilegiato da cui scorgere i riflessi delle forme artistiche legate all’architettura e all’urbanistica anche del territorio circostante. In particolare, la predominanza dello stile barocco, che fiorì in seguito al fervore edilizio di ricostruzione, iniziato all’indomani del disastroso terremoto del 1693 che colpì quasi tutti i centri urbani della Sicilia sud-orientale. Indubbiamente, il fulcro di questo grande patrimonio è individuabile nella piazza del Duomo, “u chianu” (il piano) come la chiamano affettuosamente gli acesi. Su di essa si affacciano, come una splendida cornice, i principali monumenti ed edifici di culto della città, simbolo vero e proprio del suo status “reale”: a sud il Palazzo del Municipio (ex Loggia Giuratoria), a nord la Cattedrale di Maria Santissima Annunziata, ad est la Basilica dei Santi Pietro e Paolo e, poco distante dalla piazza, verso sud, la maestosa Basilica di San Sebastiano. Nella sua sistemazione settecentesca il sistema di piazza Duomo, baricentro della città già dal XVI secolo, rappresenta un caso esemplare dell’organizzazione viaria di un centro urbano nel XVIII secolo. Infatti, da qui partono, verso nord, i due grandi Corsi principali: il Corso Umberto che conduce alla villa Belvedere ed il Corso Savoia che conduce nell’entroterra a nord di Acireale. Dal lato sud della piazza prende avvio la via Ruggero Settimo che conduce alla Basilica di San Sebastiano e, da qui, alla parte meridionale della cittadina.

Nel 2009 la piazza è stata oggetto di una riqualificazione che ha previsto la rimozione della vecchia pavimentazione in cemento, poco adatta al contesto monumentale circostante, e la messa in opera di una nuova pavimentazione in pietra lavica e pietra marmorea bianca per farne risaltare l’eleganza e sottolinearne il ruolo di centro civile, culturale e geografico della cittadina. Il particolare disegno del selciato, sembra richiamare, in un gioco di linee concentriche, la volta della cupola della Cattedrale e reca al centro lo stemma araldico della “Città di Acireale”. Sulla piazza è stato, inoltre, installato un nuovo impianto di illuminazione che ha valorizzato i lampioni risalenti alla metà dell’Ottocento.

gioielli del Barocco: la Basilica di San Sebastiano


Posta qualche decina di metri più a sud di Piazza Duomo, la maestosa Basilica di San Sebastiano fu ricostruita, dopo il 1693, sulle rovine di una chiesa risalente al XVII secolo. L’edificio, come lo vediamo oggi, venne completato tra il 1699 e 1705.

La facciata, la cui decorazione fu affidata ad intagliatori e lapicidi locali, fu realizzata su disegno di Angelo Bellofiore e con intarsi di Diego e Giovanni Flavetta. È organizzata su tre ordini e presenta un lungo fregio con quattordici putti che reggono festoni. Inoltre, una particolarità è costituita dal campanile che è inglobato nella facciata stessa. Questa soluzione architettonica innovativa servì da spunto per molte altre chiese siciliane dello stesso periodo. L’interno, a croce latina, si presenta ricco di affreschi, in particolare quelli realizzati da Pietro Paolo Vasta tra il 1732 e il 1736. A destra, nel transetto, spicca l’altare dedicato al Santo: si tratta di un altare in stile neoclassico con edicola e con la porta celata da una grande tela raffigurante San Sebastiano in Gloria. All’interno dell’edicola è custodito il simulacro di San Sebastiano, che viene tradizionalmente portato in processione sul fercolo argenteo trainato dai devoti il 20 gennaio. La costruzione del fercolo attuale risale al 1756 quando il Vasta fu incaricato di disegnare un nuovo fercolo. Le colonne lignee originarie furono rivestite con lamine d’argento cesellato, inizialmente, dai fratelli Lo Giudice, maestri argentieri messinesi, ma il lavoro fu completato solo agli inizi del XIX secolo dal cesellatore acese Ambra .All’esterno, il sagrato della basilica è circondato da una preziosa balaustra in pietra bianca, realizzata alla metà del XVIII secolo da Giovan Battista Marini su progetto di Pietro Paolo Vasta, arricchita da statue raffiguranti personaggi dell’antico testamento.  La chiesa fu, infine, danneggiata anche dal terremoto del 1818 e restaurata completamente negli anni seguenti.

Il centro storico di Acireale è un osservatorio privilegiato da cui scorgere i riflessi delle forme artistiche legate all’architettura e all’urbanistica anche del territorio circostante, in particolare al barocco che fiorì in seguito al fervore edilizio della ricostruzione dopo il disastroso terremoto del 1693, che distrusse quasi tutti i centri urbani della Sicilia sud-orientale.

L’architettura barocca dei centri etnei, infatti, trova espressione nei numerosi edifici storici ed ecclesiastici e nei palazzi nobiliari distribuiti in vari comuni del distretto territoriale e che costituiscono la testimonianza concreta della grande attività edilizia avviata dopo le distruzioni causate dal grande sisma.


Testi a cura di Mario Indelicato, Archeologo IBAM CNR