Luoghi del mito

Il variegato territorio su cui sorge Acireale è stato, nel mondo antico, lo scenario di numerosi miti, in particolare in età classica e tardo-antica, che hanno portato alla strutturazione di una memoria collettiva legata a leggende e credenze. Pochi territori possono vantare un patrimonio mitologico e leggendario così vasto e così antico come quello acese.

La più nota di queste leggende è la storia d’amore tra il pastorello Aci e la ninfa Galatea. A questo mito sono dedicati numerosi passi nelle opere di diversi poeti classici tra cui spiccano Teocrito, Virgilio ed in particolare un passo delle “Metamorfosi” del poeta latino Ovidio. Egli, infatti, narra la storia d’amore tra la bellissima ninfa marina e l’umile pastore. Il ciclope Polifemo, barbaro abitante dell’Etna, essendo innamorato anch’egli della ninfa strappò la cima di un monte in preda ad un raptus e la scagliò sul rivale uccidendolo.

Galatea disperata chiese agli dei che il sangue del giovane si trasformasse in un fiume in cui essa avrebbe potuto immergersi per congiungersi ancora all’amato.

Fu così che secondo il mito ebbe origine il fiume Akis. Questo fiume è stato variamente individuato nel corso dei secoli: secondo alcuni sfocerebbe in mare nei pressi di Santa Maria la Scala (sorgente Miuccio), secondo altri sarebbe la sorgiva di Acquegrandi, secondo altri ancora sarebbe la fiumara Reitana. Al mito si accosta la tradizione popolare: infatti poche decine di metri a nord del porticciolo dell’odierna Santa Maria la Scala, era collocata una bellissima grotta marina che la fantasia popolare immaginò essere il luogo degli incontri dei due sfortunati amanti: la Grotta delle Colombe di cui oggi rimane solo una monumentale parete di basalti colonnari.


Anche altri miti celeberrimi popolano queste terre: la tradizione classica, infatti, individua nei Faraglioni di Aci Trezza i massi lanciati da Polifemo a Ulisse, il mitico eroe cantato da Omero nell’Odissea. Oltre a questo mito omerico, il versante orientale dell’Etna da Capo Mulini fino a Riposto, è protagonista di un un’ulteriore vicenda mitologica: qui infatti, il poeta latino Claudiano (vissuto tra IV e V secolo d.C.) colloca la caduta sulla terra dei Giganti (nel De Raptu Proserpinae, III, 25.1-26.3) che avevano tentato la scalata all’Olimpo. Il luogo esatto sarebbe stato il Bosco di Aci, l’imponente bosco di querce e castagni che nei secoli scorsi si estendeva per oltre 30 km quadrati. Questa leggenda rimanda decisamente alle origini remote del bosco che, nel corso dei secoli è stato percorso più e più volte dalle lave dell’Etna plasmandone l’aspetto.


Testi a cura di Mario Indelicato, Archeologo IBAM CNR